Itinerari: Ravenna - Alfonsine

Itinerari - Alfonsine

MUSEO DELLA BATTAGLIA DEL SENIO
E' un'istituzione moderna che deriva la propria vocazione da un rilevante evento militare avvenuto alla fine della II Guerra Mondiale, decisivo per le sorti della Campagna d'Italia ma ancor più per i Comuni allineati lungo il corso del fiume Senio, cioè tra la via Emilia che scorre ai piedi dell'Appennino e le Valli di Comacchio nella Romagna settentrionale.

Fondato nel 1981 dal Comune di Alfonsine, dalla Provincia di Ravenna e dalla Regione Emilia Romagna, con il contributo dell'Ufficio Storico dello Stato Maggiore dell'Esercito Italiano, oltre a documentare la fase finale dell'attacco alla "Linea Gotica", il Museo del Senio è diventato ben presto un Museo del territorio romagnolo durante il periodo dell'ultimo conflitto, saldando l'intreccio dei fatti d'arme con la storia delle popolazioni e dei paesi che furono profondamente segnati da quegli eventi.

Dunque una storia di eserciti, mezzi meccanici, ambiente fisico ed umano che restituisce in tutta la sua complessità gli effetti di una guerra totale e moderna su di un territorio particolare come quello della pianura romagnola solcata da numerosi corsi d'acqua e ancora densa di zone allagate.

In tale contesto il tratto del Senio compreso tra Castelbolognese, Cotignola ed Alfonsine risultò di importanza strategica nei piani militari proprio perché attraversato da numerosi fiumi e dalle più importanti vie di comunicazione verso Nord.

La sosta del fronte bellico per quattro mesi dell'inverno 1944-45 provocò la distruzione pressoché totale di numerosi abitati ed ingenti danni al territorio, ora perfettamente ricomposto ma non dimentico di quel terribile periodo. La rappresentazione di tutto ciò passa evidentemente attraverso le principali fonti iconografiche: le fotografie prodotte degli eserciti, i filmati, le registrazioni sonore dell'epoca, i materiali di propaganda e soprattutto la cartografia storica e didattica, fondamentale per definire la portata degli eventi e per sottrarli ad una facile retorica rievocativa.

Sono inoltre presenti tracce di storia alimentare, sanitaria e tecnologica per documentare quanto sia stato rilevante quel periodo anche dal punto di vista della civilizzazione. In questo senso vanno considerati il Ponte Bailey, visitabile nel cortile esterno del Museo, per documentare il fondamentale rapporto tra guerra e territorio, gli strumenti per lo sminamento o gli speciali mezzi anfibi, utilizzati per la prima volta nelle Valli, oltre ai geniali riciclaggi ancora visibili in questi paesi.

All'interno del Museo sono previsti due percorsi tematici relativi al passaggio degli Eserciti Alleati ed alla Resistenza romagnola, oltre ad un'aula attrezzata per le presentazioni audiovisive e didattiche. Le principali collezioni presenti riguardano gli armamenti e le uniformi, le bandiere, gli oggetti più caratteristici che da militari furono riconvertiti per usi civili, nell'indigenza totale che la guerra aveva prodotto in queste zone. Nell'Archivio è conservata una ricca documentazione fotografica ed audiovisiva sulla Guerra in Italia con particolare riferimento alla dimensione regionale fino all'immediato dopoguerra.

Nato e strutturato con una vocazione prevalentemente didattica il Museo del Senio offre su prenotazione visite guidate a gruppi e scolaresche con percorsi di tre o cinque ore.

Dall'aprile 1997 affianca l'edificio museale anche la nuova sede dell' Istituto Storico della Resistenza e dell'Età Contemporanea della Provincia di Ravenna col suo archivio ricco di oltre 120.000 documenti, 470 periodici ed una biblioteca di storia con oltre 5.000 volumi.

MUSEO DELLA BATTAGLIA DEL SENIO

Piazza Resistenza, 2 - 48011 Alfonsine (RA)
tel. 0544 83585 - fax 0544 84375
Apertura: tutto l’anno, sabato compreso : 9.00-13.00 martedì/giovedì 15.30-17.30 aprile e maggio aperto anche la domenica 9.00-12.00 e 15.00-18.00
Chiusura: agosto, giorno di Natale, Capodanno e pomeriggi di vigilia.

Per scrivere al museo: raval@sbn.provincia.ra.it

Servizi e attività
Aula didattica, archivio, biblioteca specializzata, audiovisivi, visite guidate mostre, percorsi didattici, pubblicazioni.

CASA MUSEO VINCENZO MONTI

All'estrema periferia della città delle Alfonsine, in località Passetto, sorge una bella casa rurale del Settecento ove ebbe i natali, nel febbraio del 1754, Vincenzo Monti, il principe del Neoclassicismo italiano. L'edificio ha subito varie vicissitudini, conoscendo il primo periodo di splendore nel 1928, centenario della morte del Poeta. Molti i lavori di quel periodo, fra i quali l'abbellimento della saletta montiana, dovuto a Marcello Mariani e consistente in fregi pittorici di stile liberty, recanti i titoli delle opere più significative del Poeta e i versi scritti dal Manzoni per la dipartita del maestro e dell'amico:

Salve, o divino, cui largì Natura Il cor di Dante e del suo duca il canto.

Alcuni lavori di restauro furono eseguiti nel bicentenario della nascita (1954) da parte dell'Amministrazione Comunale delle Alfonsine.

La casa, passata miracolosamente indenne attraverso la furia devastatrice della seconda guerra mondiale (che rese al suolo quasi l'intero paese), fu rimessa in sesto dall'industriale mecenate alfonsinese Marino Marini nel 1978, nel 150° anniversario della morte del Monti. Infine, nel 1998 è stato compiuto un lavoro definitivo che ha fatto sì che oggi la casa sia una delle più belle fra le "case della memoria" e che soprattutto sia una struttura aperta e vivace, al cui interno non solo è collocato il Museo Montiano, ma anche un Centro di Educazione Ambientale, punto di riferimento per scuole e cittadini, desiderosi di conoscere meglio le zone della bassa pianura ravennate, ma soprattutto la Riserva Naturale di Alfonsine.

Per quanto concerne il Museo montiano, l'inaugurazione, avvenuta il 23 maggio 1998, fu caratterizzata da una mostra di elevato livello in quanto, per la prima volta, venivano esposte quasi tutte le opere autografe del Monti ottenute dal Fondo Piancastelli della biblioteca di Forlì. Terminata la mostra, ancora oggi è possibile vedere a casa Monti molte editio princeps fra le quali l'esemplare bodoniano dell'Aristodemo.

Sopra la porta d'ingresso sta scritto un motto dei Salmi: "Redime me a calumniis hominum, ut custodiam mandata tua"; altre lapidi marmoree ricordano l'intervento dell'Amministrazione (1954), la vista del Carducci (1905), il lavoro benemerito di Marino Marini. Al piano terra di Casa Monti, nella sala conferenze, si possono ammirare alcuni affreschi, salvati da una vecchia casa patrizia alfonsinese, che non presentano particolare interesse artistico, ma che testimoniano alcuni aspetti delle Alfonsine dei tempi andati. Graziosa la stalla, formata di tre loggette, che oggi funge da luogo di ristoro e da bookshop.

Al piano superiore degne di nota la sala della culla che conserva alcuni mobili d'epoca, quali appunto la culla settecentesca appartenuta alla famiglia del poeta, il letto, l'armadio ed una deliziosa specchiera, oltre a manifesti che ripercorrono le tappe fondamentali delle celebrazioni montiane, la saletta montiana ove spiccano il busto marmoreo di Cincinnato Baruzzi, allievo prediletto del Canova, e quello della figlia del Poeta, Costanza (presumibilmente dodicenne); alle pareti alcune lettere autografe del Monti, un manoscritto del cardinale Gaisruk (assai importante per dimostrare come la traduzione montiana della Puçelle d'Orlèans di Voltaire non sia andata bruciata, come voleva lo stesso poeta per il contenuto troppo ardito dell'opera) ed uno scritto del genero Giulio Perticari.

Se le decorazioni, i cimeli ed i mobili sono ancora quelli del tempo, di recente acquisizione sono invece alcuni autografi del Monti e della figlia Costanza, che contribuiscono ad arricchire il patrimonio del museo. Infine la sala dei documenti che accoglie al suo interno pregevoli edizioni originali delle opere del poeta e ne ripercorre tutta la carriera. I volumi risultano significativi sia per le rifiniture, spesso ottenute in preziosi caratteri e fregi oro, sia per la rarità dovuta alla limitatissima tiratura con cui vennero realizzati. Nella medesima stanza è possibile vedere alcune copie di importanti scambi epistolari intercorsi tra il Monti, il Manzoni e il Leopardi, oltre a diplomi e riconoscimenti, conferiti al poeta da tutte le più celebri Accademie Letterarie italiane. Le opere del Poeta esposte nella sala provengono dal fondo montiano della biblioteca comunale delle Alfonsine, formato da donazioni (importante quella di Pasquale Montanari) custodite con zelo quasi religioso dal Comitato montiano.

CASA MUSEO VINCENZO MONTI
Via Passetto, 1 - 48011 Alfonsine (RA)
tel.0545 83585-869808 e fax 0544 869808
Apertura: da aprile a ottobre, dal martedì alla domenica: 9.00-12.00 e 15.00-18.00 Chiusura: lunedì, mesi da novembre a marzo
Per scrivere al Museo:raval@sbn.provincia.ra.it Per visitare il sito del Museo:http://www.racine.ra.it/casamonti

Servizi e attività
Sala conferenze, bookshop, percorsi didattici e laboratori realizzati dal Centro di Educazione Ambientale mostre, percorsi didattici, pubblicazioni.