Itinerari: Ravenna - Russi

Itinerari - Russi

MUSEO DELL’ARREDO CONTEMPORANEO

Su iniziativa di Raffaello Biagetti è sorto nel territorio di Russi un importante Museo privato di design e arredamento di interni.

Nella seconda metà degli anni ottanta una commissione di esperti, tra cui Giovanni Klaus Koenig, Giuseppe Chigiotti e Filippo Alison, ha selezionato 150 pezzi di arredo che hanno costituito una prima esposizione permanente sulla storia del design dell'arredo dal 1880 al 1980.

Successivamente tale esposizione grazie alla buona scenografia e all'impianto esplicativo e didattico (curati da Piero Castiglioni) si è trasformato in un Museo che, suddiviso per sezioni, raffigura alcuni periodi storici. Inizia dall'Art Nouveau in Spagna (Anton Gaudi), in Austria (Michael Thonet), in Scozia e Inghilterra (Charles R. Mackintosh) e utilizza tavole luminose che riportano cenni biografici degli autori.

Si passa quindi alla grande scuola viennese del primo '900, la Wiener Werkstatte, alla quale aderirono molti artisti e architetti, tra cui Joseph Hoffman, Otto Wagner, Joseph M. Olbrich, col fine di creare opere d'arte complete nei dettagli e di prima qualità. Segue un'altra grande scuola tedesca, la Bauhaus, che diede un grande contributo alla cultura del design con Walter Gropius (fondatore e primo direttore), Marcel Breuer e Mies Van der Rohe. Si incontrano in questo settore anche opere di Frank L. Wright e Gerrit T. Rietveld, autori più o meno dello stesso periodo, ma appartenenti a culture diverse: entrambi comunque, impegnati in un programma di radicale rinnovamento artistico del primo Novecento.

E' la volta poi di Russia, Francia e Italia negli anni '30, con la presenza di quegli autori (tra cui Le Corbusier, i mobili del quale nascevano con la collaborazione di Charlotte Perriand e Pierre Jannert, Jean Prouvé, Giò Ponti, Giuseppe Terragni e Pietro Chiesa) che hanno maggiormente contribuito allo sviluppo del design.

Dopo la parentesi del movimento Decorative Arts inteso come arte decorativa alla ricerca del bello funzionale, elegante e non decadente, ecco l'Organic Modernism riferito agli anni '50 tipicamente scandinavi, americani e italiani, con nomi di spicco quali Alvar Aalto, uno dei padri dell'architettura organica; Charles Eames, uno dei più grandi designers americani; Giò Ponti, architetto ed artista, fondatore di Domus, una delle prime riviste di arredamento del mondo.

Si arriva così agli anni '60, durante i quali gli imprenditori italiani avviano il processo di industrializzazione del design, mettendo a punto nuove tecnologie per la produzione in serie dei mobili e degli oggetti di arredo. Per questo la sezione più nutrita del museo è quella dedicata alla grande produzione industriale, l'Industrial Design, che impegna le industrie italiane nella sperimentazione di nuovi materiali, e nella produzione in serie di arredi per la casa con caratteristiche nuove di estetica e funzionalità.E' il Made in Italy insomma, che tutto il mondo riconosce come stile italiano, e che continua durante gli anni '70, fino agli inizi degli '80, quando l'esposizione museale termina con alcuni esemplari di mobili tedeschi e giapponesi il cui design si impone per forma e funzione.

Tra i molti esponenti italiani di quest'ultimo periodo emergono Achille e Pier Giacomo Castiglioni, Carlo Scarpa, Gae Aulenti, Marco Zanuso, Gaetano Pesce, Afra e Tobia Scarpa, Ettore_Sottsass, Giancarlo Piretti, Vico Magistretti. I pannelli perimetrali descrivono questo periodo che va dal 1880 al 1980, suddiviso in sei momenti che si susseguono e si compenetrano fra loro. Ognuno di questi pannelli raffigura diverse immagini riferite all'epoca descritta: pittura, grafica, architettura, arti applicate, cinema, moda. A queste immagini si sovrappongono quelle dei pezzi prescelti; in questo modo il visitatore riesce a collegare immediatamente alcuni brani di storia.

MUSEO DELL’ARREDO CONTEMPORANEO
S.S. San Vitale - 48026 Russi (RA)
tel. 0544 419299 - fax 0544 416119
Apertura: sabato e domenica: 14.30-19.00.
Dal martedì al venerdì visite su appuntamento per gruppi.
Chiusura: lunedì.

Per scrivere al museo:museodes@tin.it
Per visitsre il sito del museo:http://www.ngdm.org/

Servizi e attività
Aula didattica, visite guidate, mostre

MUSEO DELLA VITA CONTADINA IN ROMAGNA

Dalla foglia un rimedio contro le più svariate malattie, dalla fibra strumenti di lavoro (corde, reti da pesca), tovagliato e tessuti
La cultura
della canapa

Il Museo è il risultato di lunghi anni di raccolta di oggetti di un mondo ormai perduto e di attività di ricerca storica riferite al territorio di San Pancrazio di Russi e dintorni. A questo impegno culturale hanno collaborato e collaborano tuttora numerose persone alle quali sta a cuore la conservazione e la valorizzazione degli oggetti del Museo e delle tradizioni contadine e popolari della nostra zona. Non abbiamo oggetti strabilianti da mostrare o imprese mitiche da ricordare, ma gli strumenti del lavoro quotidiano dei contadini e degli artigiani del paese: strumenti e attività lavorative che testimoniano la fatica dei contadini e dei braccianti, il ruolo economico e sociale della donna nella famiglia tradizionale, l'arte secolare dei nostri artigiani e più in generale la cultura del mondo dei nostri nonni, dei nostri bisnonni.


Val la pena ribadire che fare riaffiorare il nostro passato, salvare dall'estinzione le memorie storiche della vita di un tempo ora affidate alla vulnerabile presenza di anziani non è solo un gioco per appassionati collezionisti di tradizioni locali, per provare nostalgia per il passato, ma un concreto impegno affinché l'attuale fragile continuità fra passato, presente e futuro non si spezzi, affinché le nuove generazioni rileggendo il passato siano stimolate alla scoperta della giusta strada per uno sviluppo consapevole del domani. L'allestimento è dedicato a Canapa e tessitura: la coltivazione della canapa era praticata da tutti i contadini della nostra zona che la utilizzavano per soddisfare le necessità familiari. Solo alcuni contadini sul loro podere ne seminavano una quantità consistente. Il macero di San Pancrazio, grazie all'ingegno del proprietario, era conosciuto in tutta la Bassa Romagna perché era completamente rivestito di mattoni per mantenere pulita l'acqua e non sporcare la canapa.


In tutte le stalle d'inverno si filava la canapa e dove c'era un po' di spazio si montavano i telai per tessere la canapa ed ottenere il corredo della sposa, tovaglie, asciugamani, coperte da letto e per le bestie, corde per il bucato e per gli animali.


Dati certi sulla tessitura in questa zona non ne esistono. Ma un vecchio telaio del '600, proveniente da Russi, fa ritenere che anche da noi la tessitura si sia sviluppata molto presto. Abbiamo testimonianze che ci consentono di affermare che sin dai primi dell'Ottocento esistevano nel nostro villaggio numerose tessitrici artigiane che producevano rotoli di tela, tursel, lavorata seguendo le tradizionali "note" tramandate da generazioni. La tela veniva venduta al mercato di Russi oppure direttamente alle famiglie residenti in città, in particolare a Ravenna, che la ordinavano scegliendo fra tanti il "modello" che preferivano.


Qui la tessitura sui telai tradizionali è cessata definitivamente alla metà degli Anni '60. Nel Museo si trovano tutte le informazioni relative alla pianta tessile, alla semina, alla raccolta, alla macerazione, alla gramolatura e pettinatura della canapa. Di grande interesse è l'attrezzatura completa per la produzione delle corde. Ampio spazio è dedicato alla filatura, alla orditura e alla tessitura. L'allestimento è corredato da numerose fotografie ed è possibile vedere un documentario che mostra tutte le fasi della trasformazione della canapa. In Europa si sta assistendo ad una progressiva riscoperta di questa pianta preziosa e presso il Museo sono disponibili le informazioni aggiornate sulle prospettive per gli agricoltori moderni di coltivare la canapa come coltura alternativa a quelle oggi in crisi, sui contributi europei alla produzione e sui molteplici impieghi dei prodotti derivanti dalla lavorazione della canapa.


Numerosi altri "percorsi" sono disponibili. Tra questi ricordiamo Il grano e il pane, La vite e il vino, Il latte e il formaggio, Il baco da seta, Il maiale. Alcuni di questi percorsi sono anche disponibili in forma di musei itineranti. Altri sono ancora disponibili "dal vivo". Attualmente gli oggetti della collezione sono più di mille, la maggior parte dei quali è stata catalogata, inventariata e fotografata grazie all'intervento del Comune di Russi, della Provincia di Ravenna e dell'Istituto per i Beni Ambientali Culturali e Naturali della Regione Emilia e Romagna. Una parte dei fondi è stata destinata ad un programma per la conservazione e restauro degli oggetti del Museo realizzando tra l'altro un corso pratico al quale hanno partecipato con forte motivazione diversi iscritti all'Associazione culturale La Grama convenzionata col Comune di Russi e la Provincia di Ravenna per la gestione del Museo.

MUSEO DELLA VITA CONTADINA IN ROMAGNA
c/o scuola elementare. Via XVII Novembre - 48020 San Pancrazio di Russi
tel. 0544 534303 - fax 0544 534775
Apertura: giovedì: 14.30-18.00. Domenica: 9.30-12.30.
Visite guidate su prenotazione.

Per scrivere al museo: lagrama@racine.ra.it.
Per visitare il sito del museo:www.racine.ra.it/russi/vitacontadina

Servizi e attività
Visite guidate, bookshop, mostre, parcheggio. Parco, bar e ristorante nei pressi del Museo.